Cioccolata e bancomat, l’accoppiata vincente
Come programmato da tempo, sabato scorso è stato il giorno in cui l’allegra compagnia doveva andare in quel di Palmanova (UD) all’Outlet. Il pomeriggio e la conseguente serata, sono passate via lisce (o quasi)…ma andiamo con ordine.
Il ritrovo, è fissato per le ore 14.30 a casa di Elena. Partiamo senza particolari problemi. Si va via con due macchine: la mitica polo di Sorondo e la ancor più mitica 600 Abarth di Pera. Ci dividiamo nel seguente modo:
- Sorondo
- Ciro
- Paola
- Roberta
- Corra
- Pera
- Elena
- Valentina
- Federica
Dopo un oretta circa di autostrada, arriviamo alla meta. Li ci avrebbero attesi anche Angela, Fede e Barbara che sono partiti un ora prima rispetto a noi. Il posto è immenso e i suoi negozi di abbigliamento, accessori, giocattoli, articoli per la casa, ristorazione sono più di 100. Fra questi negozi, quello che a me interessava più vedere, era quello della Lindt di cui il buon Pera mi ha sempre parlato benissimo per l’infinita varietà di cioccolato, e per i prezzi più bassi rispetto ad un negozio normale. Scalpito per entrare dentro a quel negozio, ma prima decidiamo del negozio della perdizione, ci addentriamo in un esercizio commerciale di abbigliamento in cui le donne della combriccola featuring Pera, guardano attentamente la merce esposta per un eventuale acquisto. Io, Sorondo e Fede, invece, non resistiamo neanche 2 minuti li dentro e decidiamo di uscire. La meta è lui. Il negozio peccaminoso, godurioso, distruttivo. Eccolo davanti a noi. Entriamo e davanti ai nostri occhi ecco presentarsi il paradiso. Montagne di cioccolatini, tavolette di ogni tipo di cioccolato: fondente, al latte, ripieno, al liquore, alle nocciole…mancava solo quello al gusto mortadella e c’era tutto. Oltre alla cioccolata, il negozio era fornito anche di una gelateria. Sorondo non riesce a resistere al diavolo tentatore travestito da commessa e si prendono un mega cono due palline che non so ancora il perchè, ho lasciato li. Giriamo in lungo ed in largo il negozio e decidiamo di tornarci più tardi. Nel frattempo, il gruppo si è ancora più diviso…chi da una parte e chi da un altra, ma fatto sta che bene o male ci si ritrova nuovamente al negozio della perdizione. Questo è il momento della verità. Comprare a più non posso. Mi dirigo verso il muro dove sono esposte una quantità industriali le tavolette. C’è veramente l’imbarazzo della scelta. Non mi resta che chiamare mio papà e chiedere che gusti preferiva in quanto la spesa di tutto sarebbe stata equamente divisa. E’ dura decidere ma alla fine decido per i seguenti gusti:
- fragola
- ciliegia
- pistacchio
- zenzero
- irish coffee
- pera williams (liquore)
- ciliegia (liquore)
- cognac
Sono contentissimo della scelta. Faccio due conti in tasca e bene o male capisco che l’ammontare totale è di circa 30€. Non appena mi rendo conto della cifra, ho giusto quegli attimi di sconforto e di terrore nel pensare ai miei soldi che volano così come se niente fosse nelle incredibili casse della Lindt… ma mi faccio coraggio e mi dirigo verso la cassa. Con me c’è anche Sorondo che ha comprato dei cioccolatini sfusi. E’ il mio turno e la cassiera passa le mie goduriose tavolette sul raggio ad infrarossi. Ecco il totale: 27.70€. Senza indugi, sfoggio il mio luccicantissimo bancomat e si avviano le procedure di pagamento. E qui arriva il bello. Non mi ricordo più il pin. Il terrore misto figura di cacca è a livello altissimo. Sono li che cerco disperatamente di ricordarmi il codice, ma non mi viene in mente. La cassiera è li con una faccia che diceva: “vuoi muoverti che ci sono altre persone dietro di te che devono darmi soldi?” ed anche: “guarda sto coglione che va in giro con il bancomat e non si ricorda neanche il pin”. Mi giro verso tutti gli altri che avevano già pagato e aspettavano me per uscire, e dico che non mi ricordo il codice. Li scatta la risata generale e nel mentre cerco di fare memoria locale per ricordarmi la sequenza giusta. La commessa, vista la manifesta inferiorità, mi dice di farmi da parte per spillare i soldi agli altri clienti e nel momento in cui mi fosse tornata in mente la sequenza magica,di tornare. Mi faccio da parte come suggerito e come un coglione sono li con lo sguardo per aria e il dito che cerca di fare la sequenza giusta. Fede, nel frattempo è dovuto andare via per impegni di lavoro, ma l’unica cosa che ho potuto notare, è stata la sua aria divertita nel vedermi in palese difficoltà. Da qualche personaggio mi arriva un suggerimento: “chiama a casa e fatti dire il codice”… il problema è che il codice lo so solo io e il foglietto della banca è disperso nei meandri dei miei cassetti e sicuramente mia mamma o chi per essa non sarebbero riusciti a trovarlo. Pur di tagliar corto, mi è stato detto che i soldi mi sarebbero stati anticipati e che poi sarebbero potuti tornare con calma. Io scioccamente rifiuto e continuo con il dito a mimare la sequenza magica. Di li, mi faccio coraggio e torno alla cassa. L’addetta ripassa tutti i prodotti che avevo portato e riecco il totale. Ecco di nuovo il bancomat e il codice. Sono sicuro, è quello giusto, non resta che aspettare la conferma dal pos. Le scritte che appaiono sullo schermo non sono per niente confortanti: “chiamata in corso” e “numero occupato, ritento”. Lo sconforto sale ancora di più e la cassiera mi fa: “ strano che faccia così, di solito fa subito”. Brutta maiala, ma un attimo di conforto ad un tuo cliente non lo dai mai? Dopo 3 tentativi di richiamata ecco che l’autorizzazione arriva e lo scontrino esce. Non appena la personaggia strappa lo scontrino mi si rivolge con un sorriso a 56 denti e conclude il rapporto dicendomi: “ecco a te!”. RIngraziandola e scusandomi ancora per averle fatto perdere del tempo prezioso, mi rincuora (solo perchè ho pagato, mica per altro) dicendomi: “ma non preoccuparti, sai quante volte che capita a me?” Ah bene, allora non sono l’unico coglione in giro, ci sei anche tu a farmi compagnia. Ottimo! Annuendo con un sorriso, risaluto e ce ne andiamo tutti. Il pomeriggio, poi, contunua sempre all’interno dell’outlet dove giriamo per un numero indefinito di negozi, per poi ritrovarci tutti poco prima dell’orario di chiusura, vicino all’uscita. La serata è poi continuata a casa di Elena per una cena in tranquillità dove poi all’allegra combriccola si sono aggiunti Stefano e Tommy. Fra risate e le solite vaccate, si fanno più o meno le 2 e il meteo ci riserva una tempesta di neve a dir poco scoraggiante. Arrivo a casa, sano e salvo attorno alle 2.15 circa, contento per il pomeriggio passato in compagnia, un pò meno per la scenetta tragicomica con la cassiera
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La prossima tappa che abbiamo programmato sarà Bassano del Grappa (VI) il 13/2, Sono proprio curioso di sapere cosa succederà ![]()
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