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Path, il nuovo sentiero del Social Network

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Quando una persona ti parla di Social Network, cosa ti viene in mente? Dai, la risposta è facile: Facebook, Twitter, Tumblr eccetera eccetera. I social Network sono oramai in tutto e per tutto parte della nostra vita quotidiana e la condivisione è possibile in ogni momento ed in ogni posto. In questa giornata di dicembre, grazie a Twitter, ho scoperto un nuovo Social Network che a mio parere è molto molto interessante in fatto di grafica sia come idea. Il suo nome è Path.

Path è incredibilmente bello e facile da usare; l’idea di fondo è semplice ossia quella di condividere foto, musica, luoghi, video e pensieri in un unica timeline. Lo so, detta così sembra una cosa vista e rivista, ma non è così. Guarda il video qui sotto

Per farla breve, è un concentrato di Facebook, Youtube, Lastfm, Foursquare, Instagram e Twitter in un’unica applicazione. Mi piace un sacco il fatto di poter esprimere un giudizio a quello che viene postato dai propri amici con uno smile di approvazione, di stupore o più semplicemente con un cuore. L’applicazione, inoltre da la possibilità di aggiungere i contatti tramite Facebook, la propria rubrica contatti o scrivendo direttamente il nome della persona che interessa.

Il punto “debole” di questa nuova frontiera del social network è che sembra più che scopiazzata da Facebook che non molto tempo fa aveva annunciato la nascita della Timeline, dove gli utenti possono vedere tutti gli aggiornamenti in stile linea del tempo. Ecco, questo è l’unico punto su cui non ho trovato poi tanta originalità. Resta il fatto che l’idea è sicuramente geniale e da un differente punto di vista rispetto all’idea classica del Social Network attuale.

Per concludere, questo Path mi piace e spero che si faccia strada in un campo dove ormai la scelta è invredibilmente varia.

L’applicazione in questione è disponibile per iPhone (iOS 4.2 o superiore), Android ed iPad 2

Capodanno e Cityville: l’accoppiata che non s’ha da fare

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Oggi è il 29 dicembre. In questo momento dovrei cominciare a preparare il bagaglio in vista della partenza di domani in quel della provincia di Viterbo, e invece eccomi qui che scrivo nel blog. Lo so,  tu che sei fra i pochi affezionati lettori di questo blog starai dicendo fra te e te “guarda che nessuno ha chiesto un tuo aggiornamento su questa pagina, potevi benissimo lasciare spento anche tutto il computer, sai?”. Effettivamente tu che stai pensando la cosa che ho scritto qualche parola fa non hai completamente torto…anzi… ma c’è un problema: Cityville.

Cityville non è altro che un gioco su Facebook, il social network che da un po’ di mesi a questa parte lascio da parte senza sentirne la mancanza. Il problema è che giusto ieri sera, di ritorno dalla partita del Palaverde fra Benetton Basket e Montepaschi Siena, i miei due amici Sorondo e Fede hanno cominciato a discutere animatamente su questo gioco e hanno fatto si che la curiosità si impradonisse di me. Ed eccoci qua davanti allo schermo, a provare questo gioco che non è poi così diverso dagli altri miliardi di giochi presenti in Facebook. Lo scopo di Cityville è abbastanza semplice, ossia costruire una propria città con costruzioni di vario tipo come ad esempio case, fattorie, palazzi, esercizi commerciali e chi ne ha più ne metta ed in più interagire con i propri vicini (che non sono altro che gli amici di Facebook che giocano) facendo visite alle loro città, mandando loro i turisti etc etc. Ecco, inizialmente pensavo di durare cinque minuti di orologio, invece sono ancora qui a distanza di ora sopra ore con le cose che devo fare ancora li che aspettano impazienti. Devo fare ancora un sacco di cose e il tempo come al solito stringe:

  1. prendere la valigia in cantina
  2. Trovare la roba da vestire
  3. Stirare la roba da vestire
  4. Fare DVD e cd musicali vari
  5. Finire questo articolo
  6. Prepararmi il pranzo al sacco per il viaggio
  7. Star dietro a quel benedetto Cityville

So che non ce la farò a fare tutto in tempo o come Iddio comanda, e arriverò alle senza dubbi alle 2 ancora con la metà delle robe da fare. Devo darmi una mossa, e mettermi in testa che se mai comincio mai finisco. Ecco…stavolta è quella buona: mi alzo e vado a fare quello che devo fare. Nel frattempo, visto che per la vostra fortuna sarò assente per qualche giorno, faccio gli auguri a Voi tutti che avete il coraggio di leggere il mio blog per un divertente San Silvestro con i vostri parenti/amici/conoscenti/vicini di casa/animali domestici o chi per loro, e per un felice 2011. E visto come siamo messi, gli auguri non fanno mai male. Incrociare le dita o fare scongiuri, ad oggi, non costa niente…quindi perchè non abbondare? Occhiolino

Ping: poche luci e tante ombre sul social network targato Apple

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il 1° settembre di questo mese, per I fanatici dei prodotti Apple, sarà da ricordare visto che la ditta di Cupertino capitanata da Steve Jobs ha presentato Il nuovo firmware per iPhone/iPad, i nuovi iPod Touch, Nano e Shuffle. La cosa che però aspettavo con più fermento è stata la presentazione di iTunes 10, il lettore multimediale di casa Apple per riprodurre musica, podcast, filmati e persino masterizzare CD.

Le novità di iTunes 10 sotto il profilo tecnico in realtà non sono poi così tante e si possono riassumere brevemente in tre punti:

  1. Rinnovate icona e interfaccia grafica
  2. La funzione AirTunes è stata migliorata e rinominata AirPlay
  3. Migliorata la sincronizzazione con i vari dispositivi
  4. Introdotto Ping, un social network basato su Facebook e Twitter

Il quarto punto è sicuramente quello più importante. L’introduzione di questo social network, secondo Apple, ha lo scopo di unire tutti gli amanti della musica in un unico luogo virtuale.  L’utente, all’interno di Ping, può aggiungere amici, condividere I propri gusti musicali e commentare gli album che più interessano. Inoltre, si possono seguire gli artisti presenti all’interno del social network ed interagire con loro. Ovviamente, oltre a tutto quello descritto prima, è possibile l’acquisto di singoli brani o di album interi come all’interno del classico ITunes Store. Prima del lancio di questa nuova piattaforma, è stato annunciato anche una possibile interazione con Facebook, ma tutto questo, ad oggi, non avviene ancora. La questione si è bloccata per questioni economiche, ma non si esclude in un futuro molto vicino di poter associare il social network di Cupertino a quello di Mark Zuckerberg.

Qui di seguito, ecco la schermata di Ping

Considerazioni personali

Ad oggi, Ping non è tutto questo gran social network che  vogliono far credere. Seppur gratuito, non da nessuna nuova feature che già da Lastfm, dove è possibile scrivere di proprio pugno le wiki sugli artisti, aggiungere amici, discutere di musica con loro e mostrare quello che si ascolta in tempo reale tramite iPod o computer.

La scelta degli artisti da seguire, è ancora troppo limitata. In più tutte le biografie degli artisti stranieri presenti sono in inglese…una bella scocciatura per noi italiani o per chi, l’inglese non lo parla e/o non lo capisce.

Insomma, Ping è appena nato e sicuramente in futuro ci saranno delle migliorie. Ma se il progetto dovesse continuare su questa via, il benservito arriverà in tempi rapidissimi. Lastfm, seppur (in Italia) abbia la sua funzione principale a pagamento (l’ascolto delle radio a tema) resta secondo me avanti anni luce. Staremo a vedere

Facebook condanna a morte (quasi) certa Foursquare

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Facebook e la geolocalizzazione: un matrimonio che s’ha da fare. L’ufficialità di questa unione arriva giusto oggi da un aggiornamento per Iphone dell’applicazione del Social Network inventato da Mark Zuckerberg che come prima novità, appunto, mette la geolocalizzazione sotto il nome Places. Ma cos’è questa nuova funzione? Niente di difficile: ad ogni aggiornamento di stato, verrà mostrato il luogo da dove verrà effettuato il cambio  tramite una cartina e sarà in grado di vedere se ci sono amici connessi nelle nostre vicinanze. Di seguito, ecco la schermata dove appare la nuova icona di Places che in italiano è stata tradotta con la parola Luoghi:

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Al momento, in Italia, questa funzione non è attiva, ma a breve sarà disponibile anche da noi. E adesso, come la mettiamo con la privacy? Inoltre, dopo il lancio di questa nuova feature, Foursquare avrà ancora lunga vita o dovrà inginocchiarsi di fronte allo strapotere, ormai incontrastato di Facebook? Staremo a vedere….

Bottoni, bottoni ed ancora bottoni

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Dopo Il bottone, il timbro e gli adesivi “Mi Piace” di Facebook, ecco che un nuovo bottone che nasce per condividere I contenuti del proprio sito o blog su Twitter, il famoso social network dove si aggiorna su quello che si fa e che si pensa in 140 caratteri.

Il pulsante, è semplice da installare e da usare. Per quanto riguarda gli utilizzatori di WordPress su dominio personale, basta scaricare il plug in in questa pagina e caricarlo via FTP nella cartella plug ins. Oltre alla possibilità di scegliere il bottone che si addice meglio al layout del proprio blog o sito, il plug in permette di inserire il proprio nickname Twitteriano e di raccomandare al visitatore che clicca sul pulsante, un altro utente Twitter specificando anche una descrizione dell’account. Tutto qui. Per rendere effettive le preferenze scelte, basta cliccare il tasto apply e il gioco è fatto.

Il pulsante di Twitter , quindi, è un modo in più per diffondere gli aggiornamenti che ogni autore di blog o di sito scrive. Chi vincerà la “ guerra” dei pulsanti fra il sempre più famoso Twitter e il colosso Facebook?

Il “mi piace” di Facebook nella vita reale

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Facebook, volenti o nolenti, sta sempre più invadendo la nostra vita di tutti I giorni. Dopo il timbro “LIke”, ecco che nascono gli adesivi con lo stesso nome. NOn sai come esprimere il tuo apprezzamento per qualcosa? Ecco l’adesivo che fa per te. Ti piace un sacco il vestito tempestato di perline dell’amica che ha indossato ieri sera? Piazza l’adesivo in mezzo all’abito e fai sapere a tutti che ti piace. Ti piace l’acconciatura del cane del tuo migliore amico appena uscito dalla toilettatura? Ecco che l’adesivo fa al caso tuo.

Particolare da non tralasciare. Gli adesivi per far sapere a tutto il mondo cosa ti piace, costano la bellezza di  10 dollari. Per chi volesse comprare il prodotto top con gli adesivi per far sapere a tutti cosa non piace, I dollari da sborsare sono ben 13. Ne vale la pena? Comunque, a me piace. Quindi,  pollice alto

Facebook Vs Twitter: due colossi a confronto

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Nell’era del web 2.0 e dei Social Network, scegliere se aggiornare Facebook o Twitter è diventato un dilemma. Parliamoci chiaro, Facebook ha definitivamente stancato. Perchè? Guarda la lista qui sotto:

 

  1. C’è sempre un problema di natura tecnica. Alzi la mano chi non ha mai imprecato verso qualche santo mentre tenta di scrivere in quella dannata chat e si vede recapitare puntualmente il messaggio d’errore o che, ancora peggio, il contatto è offline (mentre in realtà non lo è)
  2. Si sta stretti: Ok, Facebook è bello perchè trovi praticamente chiunque. E dopo che trovi tutti quelli che conosci cosa fai? Di sicuro non puoi mantenere I rapporti con tutte le 79.000 persone che hai aggiunto. La gara del chi ha più amici la vinci, ma il premio non arriverà mai. Mettitelo in testa.
  3. Ipocrisia a 1000: Il caso lampante si è proprio verificato nei giorni scorsi a causa della scomparsa di Pietro Taricone. Mi chiedo una cosa: a cosa serve trasformare un social network in una bacheca per le epigrafi come quelle che trovi in centro città? A cosa serve scrivere che questo o quel personaggio appena scomparso per cause più o meno tragiche mancherà tantissimo a tutti quando, invece, fino al giorno prima del fatto nessuno se ne fregava di quello che poteva fare o non fare il morto?
  4. Il bimbominkismo: potrei stare ore ed ore a scrivere su questo argomento (e l’ho fatto anche qui in realtà) ma il fenomeno non da segni di miglioramento. Anzi….la categoria bimbominkia è implacabile e continua ad avere sempre più adepti. Da tutto ciò, Facebook ovviamente ne trae vantaggio, ma all’utente medio che vuole stare in santa pace per I cazzi suoi non si pensa mai?
  5. I test: che ci si creda o no, sono tornati in voga. E’ incredibile come la gente si pisci addosso dall’emozione quando vede queste benemerite stronzate dove ti si rivela chi ti visita di più il profilo, il giorno e l’ora in cui morirai, o I roboanti gruppi che hanno come titolo le frasi di LIgabue. un bel CHISSENEFREGA, no?

Per evitare queste (ed altre) rotture di palle che imperversano sul più famoso social network della terra, si può pensare di passare a Twitter. Diffusissimo soprattutto dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, per chi non lo sapesse, Twitter permette di aggiornare il proprio stato in 140 caratteri, niente più. Si possono trovare altre persone con cui si può conversare antecedendo al nome del contatto la @ (come si fa su Facebook quando si tagga qualcuno nello stato). Non ci sono nè gruppi, nè test, nè chissà cos’altro. Per caricare le foto, si possono usare dei servizi esterni come twitpic oyfrog e il risultato è solamente un link nel propio stato che chi vuole vedere può cliccare, altrmenti rimane li zitto zitto e non da fastidio a nessuno.  Tradizione vuole che ogni venerdì in Twitter vi siano I Follow Friday che non sono altro che dei consigli che si danno agli altri utenti su chi seguire e perchè. In più, si può decidere di mantenere un profilo pubblico oppure privato. Questo consente di vedere I propri cinguettii (twit) a tutti o solo ai propri contatti.

Un limite che forse ha Twitter, è che  fondamentalmente viene usato da chi ha uno smartphone come Blackberry o iPhone e questo ne limita, a mio parere, la diffusione anche nel nostro paese.

A conti fatti, Twitter è molto più comodo, semplice, e meno invasivo rispetto a Facebook. Il social network di proprietà di Mark Zuckerberg è ottimo, ma secondo me adesso come adesso non ha più quell’intento che aveva all’inizio della sua comparsa. Troppa pubblicità, troppe cose inutili che fanno male a chi vuole usare il servizio per quello che in realtà dovrebbe servire. Twitter, invece, ha il suo punto di forza nell’essenzialità ma per contro ha il fatto che lo usano in pochi ed è povero di quell’ “in più” che piace tanto alla massa.

So a cosa stai pensando. Si, sono iscritto a Facebook e non ho intenzione di cancellarmi da li. E’ vero, mi lamento e sono ancora li dentro. Mi ha stufato e lo sto usando sempre meno, ma ciò non toglie che il servizio, per come lo intendo io è veramente buono. Se sparissero tutte le cose che ho elencato nei 5 punti all’inizio, credo che Facebook non avrebbe alcun rivale. E Invece…..

Pollice alto

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Sei un assiduo frequentatore di Facebook? Non riesci a fare a meno di dire che ti piace qualsiasi link o qualsiasi commento venga lasciato dai tuoi amici? Ebbene, se vuoi dire che ti piacciono dei documenti, dei contratti, dei disegni o qualsiasi altra cosa su supporto cartaceo, ecco per te un oggetto che potrà esserti sicuramente utile ed indispensabile: Il timbro “Mi Piace”

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Lo strumento adatto per chi deve approvare qualsiasi cosa, un oggetto indispensabile nell’era del web 2.0 e del social network a tutti i costi. Stupisci i tuoi colleghi ed i tuoi amici con il timbro ispirato a Facebook e diventa il miglior apprezzatore della tua città. Allora cosa fai ancora li…il timbro Mi Piace, ti aspetta!

Il lato (poco) oscuro di Facebook

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Febbraio. Domenica. Noia. Le partite del pomeriggio sono finite e la televisione non offre niente di particolare. Ma ecco la svolta. Grazie a Twitter, noto che DanieleDiMauroscrive tutto il suo apprezzamento per un sito dal nome alquanto spiazzante:Facebookkini. Li per li non do tanto retta al link che il mio contatto ha proposto, ma preso dalla curiosità, mi imbatto nella homepage del blog appena citato. Il pomeriggio da noioso, è diventato tutto d’un tratto incredibilmente divertente. Ma cosa c’è di così tanto incredibile in quel blog? Il blog riporta gli strafalcioni e le le castronate più incredibili scritte dal sempre più crescente popolo italico di bimbiminkia ignoranti nel social network che da poco ha spento le sue prime sei candeline. Ti invito ad andare su quel blog ed a farmi sapere se anche a te è mancata l’aria per per qualche minuto a causa delle risate, o in caso contrario, se l’aria ti è mancata per la preoccupante ignoranza dei ragazzini che fra poco saranno adulti. Li si che ci sarà da ridere e/o piangere

Sarabanda Facebookiano

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I giochi su Facebook oramai sono tantissimi: Biotronic, Pet Society, Farmville, Restaurant City e chi più che ne ha più ne metta. Da qualche settimana a questa parte però, la Metrogames, ha avuto la geniale (nel vero senso della parola) di introdurre un gioco a mio parere immenso: Music Challenge. Il gioco, ricorda il programma televisivo Sarabanda, e consiste nell’indovinare le canzoni nel minor tempo possibile nel giro di 60 secondi. Più avanti si va, e il livello diventa sempre più difficle e ad intervalli di 3, 5 e 10 canzoni indovinate di seguito, si ha la possibilità di andare al livello bonus dove si deve indovinare l’autore della canzone che viene fatta ascoltare.
Per quanto riguarda la grafica, devo dire che non è niente male. Il juke box dove vengono messe i titoli delle canzoni da scegliere e la cameriera che indica i bonus sono azzeccatissimi e l’ambientazione anni 60 invoglia ancor di più a giocare.
In conclusione, posso dire che il gioco è davvero fatto bene. Il livello delle canzoni da indovinare è alto: si passa senza problemi, dagli Slayer agli *NSync e dai Buena Vista Social Club a 50 cent. Quindi, se hai intenzione di giocare e di fare un buon punteggio, è fondamentale avere un buon orecchio e una buona dose di fortuna che non guasta mai. Allora, pronto alla sfida? Comincia a giocare e buon divertimento.